Il manifesto – PC-Magazine.it (Ora Tech Life Magazine)

Ecco un’altra rivista sui computer…

O forse no?

Abbiamo scelto un nome che riecheggia una storia antica di una rivista che ha contato tra i suoi protagonisti tutte le voci più importanti dell’informatica italiana e che ha contribuito non poco alla diffusione della cultura informatica nel nostro paese. Basti solo pensare che nel lontano ‘94 il gruppo che costituiva il publisher, il direttore di BIT, il direttore di PC Magazine, oltre a Giovanni Maruzzella, ha costituito quello che sarebbe diventato uno tra i primi e più importanti provider Internet italiani: Italia OnLine.

Io personalmente non sono un informatico, sono sì un appassionato di informatica e sono stato persuaso da un gruppo di amici a diventare l’editore di questa rivista: il loro progetto, la loro forza d’animo e la loro volontà (forse un pochino addirittura ingenuamente donchisciottesca) di combattere per una informazione libera e di far circolare liberamente il pensiero, mi ha coinvolto al punto di mettere la mia faccia in questo piano fuori dal tempo.

Questa rivista è “Cyber” perché è un insieme armonico di uomo e macchina: è compito dei redattori della rivista, con l’aiuto dei lettori, di unire un sistema automatico che cerca, riceve e seleziona notizie e video (per il momento algoritmico ma a breve sarà basato sull’intelligenza artificiale) con una redazione umana dove sono le persone con carta e penna (virtuale) a scrivere di pugno il loro pensiero.

PC-Magazine.it sarà un luogo dove non ci saranno condizionamenti. Chi vorrà partecipare, se sarà all’altezza del compito, potrà esprimere liberamente tutto quello che vorrà indipendentemente dal suo credo tecnologico o dalla sua religione informatica.

Un’altra domanda che qualcuno si è posto è perché “PC”: ormai ci troviamo nel mondo degli smartphone. Il PC è quasi un vecchio fermacarte, un oggetto rumoroso che verosimilmente esiste in tutte le nostre case, buttato lì sul tavolo con la stessa trasparenza e normalità con cui una lampadina pende dal soffitto per illuminarci o come ormai in diverse stanze la TV stia blaterante sul muro od il fornello sul piano cottura in cucina pronto per preparaci una buona carbonara…

Al contrario, tutto è ormai diventato PC e vogliamo ribaltare il concetto. Uno smartphone è un PC, ormai la sua funzione di telefono è diventata trasparente: vi sfido a pensare quando volete acquistare un nuovo device per la telefonia se, tra le caratteristiche ricercate, leggete anche quelle della qualità di ricezione e trasmissione… Se avete risposto “Sì io lo faccio” siete dei bugiardi o appartenente a quello 0,001% di persone che ancora usano uno smartphone per telefonare (siete consapevoli di essere una razza in estinzione e non è certo un bene).

Al contrario è tutto un PC. È lo smartphone ad essere diventato un PC non è il PC che si è trasformato in uno smartphone… Pensiamoci bene.

Tornando al nostro ibrido PC-Magazine.it, mezzo macchina e mezzo uomo, si rivolge a tutti voi: certo si parlerà di Mac, si parlerà di Windows, si parlerà di Android ed IOS, si disquisirà dell’invasione cinese e di tutto ciò che questo comporta, ci si intratterrà su videogiochi per PC e consolle ed anche di retrogaming… A proposito di retrogaming: chi ha meno di trent’anni probabilmente non ha mai giocato su una vetusta consolle a casa e neanche mai vista in un BAR, ma diversamente i più saggi (uso la parola saggio al posto di anziano perché essendo un cinquantenne il termine anziano non mi si addice, come d’altro canto neanche quello di saggio altrimenti non mi sarei mai fatto trascinare a diventare l’editore di questa testata…) oggi, grazie a musei come il Vigamus e soprattutto grazie ai micro controllori ed agli emulatori così sofisticati, possono mostrare ai loro figli i vecchi giochi che usavano quando erano bambini e dove si spendevano interamente la loro paghetta, 200 lire a partita e per fortuna il retrogaming sta prendendo sempre più piede ed è più facile trovare delle persone che si divertono a giocare a Space Invaders o Donkey Kong o Super Mario a tutto vantaggio di una connessione tra passato e presente, tra odierna gioventù e rugosa saggezza con l’auspicio di comprenderci quanto più profondamente possibile.

Ci occuperemo di criptovalute, blockchain, Forex, opzioni binarie, truffe, schemi Ponzi e imbonitori da quattro soldi che cercano di sottrarci il denaro che abbiamo messo da parte.

Parleremo di automobili che si guidano da sole, perché qualche volta si incendiano qualche altra causano incidenti, anche del fatto che forse l’energia pulita non è alla fine dei conti così pulita…

Disquisiremo di etica, perché per l’intelligenza artificiale è una cosa estremamente importante (ringraziatemi che non starò qui ad annoiarvi con le leggi di Asimov ma il compianto scienziato, scrittore e divulgatore aveva veramente fatto centro nell’individuare il punto debole della macchina pensante).

Avremo occhi anche per il lifestyle, perché l’informatica con IOT ci è sempre più vicina ed ha contaminato la vita dei nostri giorni.

Cercheremo di non fare di tutto questo una brodaglia insapore e fredda; la nostra parte Cyber cercherà di mantenerci sempre aggiornati e sulla bleeding edge technology ma ci sono i redattori ed i lettori. Questa parte della rivista dipende molto dai nostri redattori che vanno a cercare in giro personaggi e racconti specialmente su YouTube che possano essere di vostro interesse. Ma la rivista a mano a mano si riempirà anche di contenuti scritti da persone particolarmente competenti nel loro campo e non mancherà l’intervento dei lettori che potranno dare il loro contributo sia segnalando dei contenuti particolarmente interessanti, sia scrivendo a loro volta degli articoli.

Ora arriviamo alla seconda parte del titolo della rivista.

Se avete avuto la pazienza di leggere questo editoriale fino a questo punto vedrete che l’intera iniziativa è no profit (Non ONLUS od altre forme di finanziamento). Questo può sembrare ed essere fuori completamente dalle meccaniche della “nuova Internet”; non abbiamo neanche mailing-list, né pubblicità; giusto troverete i cookies tecnici e i cookies di Google Analytics che ci serviranno assieme alle vostre lettere per capire se le strade che stiamo intraprendendo sono o meno di vostro gradimento.

Non troverete neanche un forum oppure un form per scrivere alla redazione. Se volete ci potete mandare un’e-mail in funzione del ruolo con cui volete interagire: la mia e-mail ad esempio è “Editore chiocciola PC trattino Magazine punto it”; Il direttore responsabile, Silvio de Pecher, legge “Direttore chiocciola PC trattino Magazine punto it” e la redazione ovviamente “Redazione chiocciola PC trattino Magazine punto it”.

L’assoluta assenza di profilazione (Cambridge Analytics e Facebook… docet) e di pubblicità ci permette di essere liberi e di dare voce a chi non vuole mescolarsi allo stuolo di mentecatti che scrivono qualsiasi cosa pur di ricevere “giocattoli” o pecunia (anche cospicua) dagli sponsor. Sia molto chiaro che ovviamente mi riferisco a chi, seppur pagato direttamente o indirettamente, non dichiara esplicitamente che all’interno del video, articolo o podcast ci sono dei prodotti commerciali per cui si è ricevuto una qualche forma di compenso; nel caso contrario ovvero a tutti quegli autori che dichiarano esplicitamente: Chapeau! Ma essere pagati per un articolo senza che il lettore lo sappia è una pratica che deve essere aborrita e scomparire al più presto.

Con la formale promessa che qui non succederà mai questo, concludo.

Vi ricordo che questa prima settimana sarà incentrata su Rome Startup Week mentre dalla settimana prossima inizieremo con le pubblicazioni “regolari”.

Io sono l’editore e credo che questa sarà una delle rarissime occasioni in cui vedrete un mio intervento diretto sulla rivista; per questa volta ho voluto rubare la scena al mio direttore responsabile.

Grazie per la vostra attenzione e soprattutto per il vostro tempo.

Elio A. Matacena